Ottavia e Nerone

A Christmas Musical
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Passi, spassi e passioni – Bastien e Bastienne
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Ottavia e Nerone

Ottavia-e-Nerone
  • Regia di Marco Viecca , aiuto regia di Rossana Peraccio, scenografie di Francesco Fassone, gestione tecnica diPaolo Penna.
    Con Chiara Buratti, Marco Viecca, Daniela Placci, Valentina Veratrini, Diego Coscia
  • Venerdì 15 febbraio 2019, Teatro Erba, Torino
Nella tragedia Ottavia e Nerone, Ottavia viene condannata a morte dal tiranno per colpe mai commesse: l’unica colpa di Ottavia è quella di intralciare i piani di Nerone, che vuole sposare la sua amante Poppea. Nerone, lontano dagli obblighi del “governare”, si rifugia nelle stanze della sua reggia, dedicandosi alla musica, alle arti e a Poppea. E’ quasi infastidito dai suoi obblighi, tanto da permettere a Tigellino di esercitare un potere che va ben al di là delle sue competenze, e sopporta male i consigli e i moniti del vecchio precettore Seneca. L’imperatore è distratto, impaurito, sordo ai richiami dell’amore vero che Ottavia gli riserva, è chiuso in un parco di divertimenti immaginario e perfetto, nel quale qualsiasi disturbo o disaccordo deve essere semplicemente eliminato: Ottavia, il suo amore, ma anche la sua stessa esistenza, per Nerone non sono doni, ma impedimenti ai suoi piani, ai suoi piaceri. Egli è un tiranno che uccide per fastidio; non calpesta i sentimenti, semplicemente non li vede, non li considera, non lo toccano. Compatisce se stesso fino alle lacrime, è un assassino che ha compassione della sua condizione, giustificandola con indulgenza.
Alfieri, in quest’opera, si sgancia dalla logica della trama di causa/effetto, e si inoltra in una trama di personaggio e idea di base, accarezzando tematiche psicologiche legate a concetti quali il narcisismo, l’egoismo totale, l’incapacità di empatia, l’incapacità di accettare il rifiuto, la mancanza di razionicio e pietà. Un segreto accompagna però la parabola folle del tiranno, un sentimento difficile che forse lo rende teneramente vicino ad Ottavia, un legame inaccettabile, reso impossibile dallo spettro e dalle imposizioni subite da sua madre Agrippina.
Marco Viecca

Lo spettacolo è prodotto dalla Fondazione Gabriele Accomazzo per il Teatro, all’interno del progetto Fortissimamente Alfieri 2017 il viaggio continua, che comprende il seminario di alta formazione Vittorio Alfieri e l’Attore e il Concorso per giovani attori Gabriele Accomazzo, e vuole dare continuità all’attività alfieriana che la Fondazione porta avanti da anni.

Lo spettacolo, che ha debuttato in prima nazionale il 16 gennaio 2018 al teatro Alfieri di Asti, con anteprima per le scuole la mattina dello stesso giorno, è realizzato con il contributo della Fondazione CRT e della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, il Patrocinio di: Città di Asti, Comune di Castelnuovo Don Bosco, Comune di Poirino, Fondazione Giovanni Goria, Associazione fra Guglielmo Massaia, la collaborazione di: Consorzio Asti Studi Superiori Polo Universitario di Asti, Fondazione Centro di Studi Alfieriani di Asti, il sostegno di Cantine Sociali Terre dei Santi, Parco Commerciale Magnone, Albergo Ristorante Ciocca.

Lo spettacolo è finalizzato alla raccolta fondi a favore dell’Associazione “Lulabù Onlus”

LULABÙ ONLUS nasce il 10 dicembre del 2010 con lo scopo di garantire l’istruzione, la salute, una corretta nutrizione di bambini e giovani provenienti da famiglie particolarmente disagiate, attraverso sostegni a distanza ed attività di autofinanziamento. Il termine ”Lulabù” significa ”amore” in lingua Lambà, etnia cui appartiene don Janvier Tchato, nostro responsabile a Natitingou (Bénin), attualmente parroco delle parrocchie di Manta e di Korontière. Lulabù onlus è regolarmente registrata all’ Albo ONLUS della Regione Piemonte, partecipa alla scelta del 5XMILLE DELL’ IPERF con il codice fiscale 94062830016

COSA FACCIAMO ”Lulabù onlus” sostiene diversi progetti in Bénin, tutti nel comprensorio della diocesi di Natitingou: La Maison de Béthanie, che è una casa di accoglienza per giovani ragazze-madri e figli, e bambini (dalla nascita a circa 14 anni per i maschietti, fino alla maggiore età per le ragazze) orfani, abbandonati o con famiglie in grave difficoltà economiche e/o sociali. Il suo scopo è evitare aborti causati da difficoltà economiche e uccisioni di neonati ritenuti portatori di disgrazie a causa, ad esempio, della morte della madre per parto e, nel contempo, far in modo che le ragazze madri acquisiscano un mestiere per essere in grado di mantenere se stesse ed il proprio bambino. L’orfanotrofio Tabaaku di Boukoumbè, che si trova in una zona fra le più povere della Diocesi di Natitingou e accoglie bambini dalla nascita alla maggiore età, alcuni orfani totali, altri orfani per lo più di madre e portati in orfanotrofio dal padre in una sorta d’affido temporaneo, la cui durata dipende dalla situazione familiare. Attualmente l’orfanotrofio ha circa 70 ospiti; i più piccoli vivono costantemente nella struttura, i più grandicelli nel periodo scolastico si trasferiscono temporaneamente all’internato della scuola frequentata, per tornare in orfanotrofio durante le vacanze scolastiche. Alcune ragazze frequentano corsi di sartoria e/o di economia domestica in quanto questo tipo di istruzione professionale dà loro maggiori possibilità di autosostenersi una volta uscite dall’orfanotrofio. Un progetto di sostegno alla scolarizzazione denominato ”orto e allevamento” che intende dare a giovani studenti locali la possibilità di auto-mantenersi agli studi guadagnando ”sul campo” quanto necessario per l’iscrizione e la frequentazione di scuole valide e, nel contempo, consentire loro di apprendere e successivamente divulgare, una agricoltura ed un allevamento che non si limiti alla sussistenza ma dia la possibilità di sfruttare al meglio le risorse del territorio, aumentando così la qualità di vita dei villaggi che vivono di agricoltura e piccoli allevamenti. Nei terreni del progetto, una decina di ettari in totale, si coltivano ortaggi (cavoli, spinaci locali, peperoncino piccante, peperoni dolci, carote, lattuga), mais, igname (una patata locale), manioca, fagioli, arachidi, wantzou (un cecio locale). Nel settore allevamento sono presenti galline ovaiole, polli, faraone, maiali, caprette, pesci. Un dispensario medico infermieristico che è, di fatto, un pronto soccorso, un ambulatorio infermieristico, una farmacia, dove, i più poveri trovano cure, consulenze mediche, informazioni sull’igiene, medicine a costi molto ridotti; le donne, inoltre, ricevono un valido appoggio per la gravidanza ed il parto. Supporta anche le attività pastorali di don Janvier, realizzando micro-progetti, su sua indicazione; nell’ultimo biennio è stata costruita una casa per un ragazzo con H fisico-cognitivo e la sua mamma cieca, è stata donata una protesi ad un giovane che aveva perso una gamba in seguito ad un incidente, stiamo aiutando una sessantina di bambini delle sua parrocchie donando il necessario all’acquisto di cibo e materiale scolastico affinché possano vivere nel collegio parrocchiale e frequentare la scuola elementare, abbiamo raddoppiato il pozzo preesistente, la cui portata d’acqua era insufficiente alle necessità.

In collaborazione con:

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